Status quaestionis

/State of the Art

La specificità dell'antologia letteraria è una questione altamente rilevante, tuttavia non è stata sistematicamente esplorata. Le antologie si rivelano fondamentali per lo studio della storia letteraria, eppure la quantità limitata di studi sul genere mostra che questa prospettiva è stata finora ampiamente trascurata - con la notevole eccezione della letteratura americana,e degli studi letterari anglo-americani dove il genere è ampiamente riconosciuto (cfr. Symploke 2000, DI LEO 2004, Hopkins 2007, Perloff 1999).

Nella maggior parte delle tradizioni europee, la ricerca sulla storiografia letteraria e sulla formazione dei canoni di solito prende in considerazione le antologie, ma si concentra solo eccezionalmente sulle loro caratteristiche e funzioni specifiche. Il genere è solo raramente studiato in sé. Le ragioni per cui una pratica testuale così strategica sia solo raramente stata oggetto di ricerche autonome, forse è a causa della scarsa reperibilità di certe antologie, della grande mole di lavoro che lo spoglio di queste comporta e, per l’appunto, perché troppo spesso sono state considerate oggetto d’uso e non di critica, per tacere della anomalia ermeneutica dovuta alla loro completa autonomia in quanto genere.

 

Per quel che riguarda lo studio delle antologie poetiche italiane, solo alcuni studiosi si sono cimentati nel tracciare una panoramica generale suddividendo un set di antologie in differenti tipologie (Olivieri 2001, Giovannetti 2004), a volte concentrandosi su un concetto preciso (quale il ‘Petrarchismo’ in Quondam 1974, o il ‘Canzoniere in morte’ Giusti 2015 ), su un genere e un periodo in particolare (si pensi alla poesia del Novecento in Re 1992, Verdino 2004, Piccini 2005, Scaffai 2006, Crocco 2015) o su un sottogenere specifico di antologia (come per esempio le antologie di programma in Onofri 2007, Lisa 2007, Jansen e Lanslots 2007). Spesso l’interesse per l’antologia poetica s’incrocia con l’applicazione di teorie consolidate circa il macrotesto e il paratesto (per il quale spesso si ricorre agli studi di Corti, Testa, Genette, Monfort e.a.), di stile (Contini, Fortini), di sociologia e le dinamiche del mercato (Bourdieu, Sapiro).

 

Esce nel 2011 una curatela dedicata alle Antologie e poesia nel Novecento italiano curata da Giancarlo Quiriconi a cui collaborano diversi studiosi. Il volume si conclude con un lungo saggio di Tommaso Lisa che nell’autodefinirsi “Antologia di antologie recensisce i volumi pubblicati nel biennio 2004-2005 «esimendosi dalla valutazione dei testi antologizzati» (435) Nell’abbondanza di elenchi, sintesi e riepiloghi, il saggio pone il suo recensore di fronte al paradosso di una mise en abyme raddoppiata.” (Rebora 86). Il biennio 2004-2005, difatti, è stato definito da vari studiosi un anno “spartiacque” dove si è fatto il punto della situazione sull’antologia poetica del Novecento sia in sede critico-teorica che nel campo editoriale (con la pubblicazione di alcune antologie che hanno avuto – e hanno tuttora – un ruolo demarcatore: Dopo la lirica, Parola Plurale e La poesia italiana dal 1960 a oggi).

 

Dal 2005 molte cose sono cambiate, nuovi studi sono stati pubblicati e sono uscite altre antologie. È sorto quindi spontaneo il bisogno di aggiornare e attualizzare il lavoro svolto in precedenza, attraverso nuovi progetti di ricerca, convegni e numeri tematici in rivista che presenteremo in questa sede.

 

Nel fare il punto aggiornato degli studi sul genere dell’antologia, concentrandosi sugli aspetti teorici e sulla contemporaneità, questo sito vuole dimostrare che l’antologia, oltre che un oggetto d’uso, è senz’altro anche un oggetto di studio interessante dal punto di vista semiotico-testuale, che offre molteplici spunti sul canone, o meglio l’effetto canone, coinvolgendo prassi editoriali e istituzionali. Attraverso interessanti articoli e interviste è emerso che non si tratta certo solo di un genere parassita: il plusvalore delle buone antologie sta nel creare a loro volta nuove realtà.

-----------------------

The question of the specificity of the literary anthology is highly relevant, but as yet not systematically explored. Anthologies seem to hold many a promise for the study of literary history, yet the limited amount of scholarship on the genre shows this perspective has been largely neglected, with the notable exception of American literature, where the role of anthologies in Anglo-merican literary studies is more widely acknowledged (see Symploke 2000, DI LEO 2004, Hopkins 2007, Perloff 1999).

In most European traditions, research on literary historiography and on canon formation usually takes into account anthologies, but only exceptionally focus on their specific features and functions. The genre is only rarely studied in itself.