Insegnare la letteratura contemporanea

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La formazione di un canone è resa più ardua dalla mancanza di una società letteraria, dal dominio del mercato, dalla volatilità televisiva delle opere, dal vorticoso sovrapporsi delle top ten list. E tuttavia negli anni del postmodernismo alcuni titoli fanno epoca, perché segnano un periodo storico, e alcuni nomi spiccano fra gli altri: Se una notte d’inverno un viaggiatore di Calvino, Il nome della rosa di Eco, Il gioco del rovescio e Piccoli equivoci senza importanza (più che Sostiene Pereira) di Tabucchi, e successivamente, fra i cosiddetti “cannibali”, i romanzi e i racconti di Ammanniti e Nove. Poi, fra postmodernismo e ipermoderno, con tratti dell’uno e dell’alto, indicherei la trilogia (poi riunita in Il dio impossibile) di Walter Siti, e particolarmente Troppi paradisi, che mi pare il suo capolavoro, e fra gli autori ipermoderni naturalmente Gomorra di Saviano ma anche Sandokan del vecchio Balestrini, e forse il recente La vita in tempo di pace di Pecoraro. Per la poesia, che ha una vita assai più umbratile e appartata e conserva un legame con la tradizione molto più forte del romanzo, la definizione di un canone è più facile perché favorita dalle antologie che in questo campo svolgono da sempre questo compito. EndFragment

- Romano Luperini, 2017

http://www.laletteraturaenoi.it/index.php/scuola_e_noi/466-insegnare-la-letteratura-contemporanea.html


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