L' antologie come principio di 'falsificabilità' della letteratura

March 2, 2018

Abstract

 

Il presente saggio intende riflettere sul problematico rapporto fra il genere dell’antologia poetica e il canone che essa avvalora ex ante spesso senza intravederne i punti di criticità. Attraverso alcuni esempi, che riportano a secoli diversi, il percorso storico dell’antologia rivela elementi di interessante continuità dalla fondazione del primo Canone alessandrino alle ultime esperienze in rete, ma anche momenti di svolta che coincidono sempre con l’evoluzione del sistema editoriale in cui la letteratura è inserita. Rispetto alla produzione contemporanea, l’autore sottolinea l’importanza per l’antologia di sganciarsi, da un lato, dai condizionamenti del canone, ormai sventolato da improbabili programmi scolastici e, di rimando, da un mercato librario precarizzato dalla concentrazione monopolistica della filiera; e di presentarsi, dall’altro lato, come un “gesto critico” il cui valore cioè sarà tanto più interessante e credibile quanto più la personalità del curatore, di provata competenza, saprà dimostrare, con profondità di interpretazione, nuove prospettive e nuovi orizzonti di lettura di fronte alla galassia in espansione della letteratura.

 

This essay intends to reflect on the problematic relationship between the genre of poetic anthology and the canon that corroborates it ex ante, often without catching a glimpse of the points of criticism. Via some examples, which date back to different centuries, the historical path of the anthology reveals elements of interesting continuity since the foundation of the first Canon of Alexandria to the latest online experiences, but also pivotal moments that always coincide with the evolution of the editorial system in which literature is embedded. Compared to contemporary production, the author emphasizes how, on the one hand, it becomes important for the anthology to disengage the canonical constraints, now upset by improbable school curricula and, by reference, by a book market that is rendered precarious due to the monopoly of the production chain. On the other hand, the anthology presents itself as a “critical gesture” whose value will be so much more interesting and credible as the personality of the (experienced) curator will be able, through a profound interpretation, to demonstrate new perspectives and new horizons of reading in front of the expanding literary galaxy.

 

Paper

 

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