Intervista a Remo Ceserani su letteratura e insegnamento

February 10, 2018

Le antologie letterarie sono tuttora importanti come strumento di avviamento alle pratiche di lettura, di ricerca e di acculturazione e come trasmissori di valori civili e morali? L'integrazione di nuovi media nell'insegnamento è effettivamente avvenuta o il manuale cartaceo mantiene lo stesso ruolo che aveva nel secolo appena trascorso?

 

Come lei sa io ho allestito a suo tempo, insieme con la compianta Lidia De Federicis, un’antologia, Il materiale e l’immaginario (Torino, Loescher) che ha proposto un modo nuovo di affrontare l’insegnamento della letteratura, mettendola in rapporto con le altre forme del sapere (dalla vita materiale a quella delle idee), allargando la scelta dei testi ben oltre i confini nazionali e affiancando ai grandi testi classici altri testi, per varie ragioni interessanti. Abbiamo anche cercato, il più possibile, di opporci alla tradizione scolastica italiana dell’antologia (la scelta dei brani famosi, il fior da fiore), proponendo per ogni anno almeno la lettura di due o tre testi completi (a questo scopo davamo tutta una serie di strumenti di supporto critico della lettura) e spesso accompagnando le letture con richiami all’integrità del testo, con proposte di allargamento e confronto con altri testi. Il progetto, nato in anni di grandi speranze culturali (vere e proprie utopie), ha avuto per un certo numero di anni uno straordinario successo, presso una classe di insegnanti motivati ma anche di studenti curiosi (ne incontro ancora adesso molti, che mi dicono di aver trovato in quel libro grandi stimoli per la loro formazione). Poi gradualmente sono tornati i vecchi manuali, le vecchie antologie, ma anche qualche buon libro che ha cercato di raccogliere il nostro esempio, pur molto spesso rinunciando ad alcune delle caratteristiche più innovative del modello, per ragioni di praticità. Ora la situazione mi pare che sia in una fase di stanca. Nel frattempo le nuove tecnologie e la possibilità di scaricare i testi dalla rete pongono problemi nuovi e anche nuove potenzialità, che, se fossero sfruttate con intelligenza, permetterebbero di fare delle esperienze molto positive. 

 

 

- Tratto da: Alberto Sismondini, Intervista a Remo Ceserani su letteratura e insegnamento, 16 dicembre 2013, su: laletteraturaenoi.it

 

Per leggere il testo completo:

http://www.laletteraturaenoi.it/index.php/scuola_e_noi/213-intervista-a-remo-ceserani-su-letteratura-e-insegnamento.html

 

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