Riflessioni sul canone del Novecento letterario italiano in Croazia

 

 

Con riferimento all’ambito degli studi di italianistica in Croazia, l’intervento esamina alcune antologie della letteratura novecentesca italiana curate da studiosi croati. Nello specifico si vagliano le scelte adottate dai curatori nella selezione dei testi giudicati rappresentativi, in territorio croato, del Novecento italiano. Nella vexata quaestio del canone e della condivisione o meno, rispetto all’analoga produzione italiana, del discrimine di inclusione/esclusione di determinati autori è stata aperta una sorta di ‘corsia preferenziale’ al modernismo e alla neoavanguardia, che ha permesso ai curatori croati di evidenziare i fenomeni della metanarrazione, del metaromanzo, dell’intertestualità e dell’autoreferenzialità, lasciando però posto anche ad autori che, con la propria produzione letteraria, non si prestano ad essere immediatamente incasellati in un preciso genere narrativo. Alcune antologie sembrano aver preso corpo con funzione deliberatamente anticanonica; con un’impronta, cioè, innovativa ed esplicitamente antagonistica rispetto alla linea ‘ufficiale’ adottata dal mondo accademico italiano, nella prospettiva di creare una visione più costruttiva e più aperta della letteratura italiana e con il preminente obiettivo di esaminare e promuovere soprattutto voci nuove.

 

Eliana Moscarda Mirković, Riflessioni sul canone del Novecento letterario italiano in Croazia, in La tradizione “in forma”: la selezione e l’organizzazione di materiali letterari e la (de)costruzione del canone letterario italiano, a cura di Bart Van den Bossche e Carmen Van den Bergh.

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